Celleno il borgo fantasma nel viterbese

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Sono rimasto a guardare, qui e oltre, a seguire il colore del cielo tra i vicoli, il tuono della terra, il silenzio.

C’è una magia strana nelle strutture abbandonate, una poesia malinconica in ogni crepa dei muri, una bellezza particolare nelle polveri che si spargono nell’aria. C’è una non fine, una non morte nei borghi disabitati. Una forte energia condita da un rumorosissimo silenzio al sapore di vita. Si chiamano città fantasma, infatti! Non si chiamano città morte! Quasi come ad indicare che da queste parti anche la morte stessa se ne è andata, non ci passa proprio più (e se ci pensate è così)! Non muoiono mai questi borghi, rimangono lì a resistere , spesso invisibili come fantasmi, ma incredibilmente durevoli soprattutto nella memoria, nei ricordi e nelle vibrazioni del silenzio che si avvertono quando li si va a visitare.

Ce ne sono tantissime di città abbandonate nel mondo, e anche nel nostro paese. E infatti poco tempo fa sono stata a visitarne una. Una vicinissima alla tanto famosa Civita di Bagnoregio. Un piccolo paesino molto simile a quella che viene chiamata “la città che muore”, ma molto meno rinomato.

Benvenuti a Celleno il borgo fantasma nel viterbese.

Perché Celleno è un borgo fantasma

Partiamo dal presupposto che Celleno Vecchio è un borgo fantasma, ma che esiste anche una Celleno Nuovo in cui vivono all’incirca 1500 anime. Insomma, gli abitanti di questo posto affascinante, alla fine del XX secolo, si sono dati da fare e si sono costruiti una nuova casa da abitare!

Ma come è diventato questo paesino una città perduta?!

Celleno è stato costruito su uno sperone di tufo il quale ha subito nel corso degli anni notevoli cedimenti. Il borgo antico poggia su un rilievo instabile e in continua erosione il quale, prima o poi, arriverà a una scomparsa definitiva.

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Celleno costruita su uno sperone di Tufo

Ma Celleno è stato abbandonato anche per altre questioni: epidemie, frane, violenti terremoti…insomma, una serie di sventure si sono abbattute su questo borgo della Tuscia a tal punto che, dalla fine del 1800, è stato completamente lasciato deserto.

Negli ultimi anni sono stati condotti anche alcuni scavi archeologici che hanno portato alla luce resti di origine etrusca a testimoniare che, anche in questa zona, passò questo popolo tanto misterioso quanto affascinante. L’insediamento si estende, inoltre, in un incantevole paesaggio nel cuore della Teverina.

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Il Panorama da Celleno

Cosa visitare nel Borgo fantasma di Celleno

Celleno seppur piccolino offre numerose attrazioni da visitare. Parliamoci chiaro, vi basterà un’oretta per ammirarlo tutto, ma io vi consiglio di fermarvi un po’ di più, anche solo per assaporare il fascino silenzioso che si percepisci in ogni viuzza.

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Uno dei Vicoli di Celleno

Potrete accedere al Borgo da un ponte assolutamente scenografico che vi condurrà nella piazza principale (Piazza del Mercato) circondata dalla Chiesa di San Donato, la Chiesa di San Carlo e il Castello Orsini.

  • Chiesa di San Donato: risalente circa all’anno 1000, di stile romanico e con un’imponente campanile;

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    Campanile Chiesa San Donato
  • Chiesa di San Carlo: molto piccola e fondata nel 1625;

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    Ruderi Chiesa San Carlo
  • Castello Orsini: piuttosto  imponente e serviva come difesa dagli attacchi dei nemici;

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    Facciata Castello Orsini

La maggior parte degli edifici restanti è parzialmente crollato a tal punto che la natura cerca “aggressivamente” di riprendere il suo posto attraverso massicce radici. Si ramificano, inoltre,  in tutto il bel borghetto una serie di piccole vie che regalano panorami a strapiombo sulle vallate della Teverina. Per di più, nelle viuzze è possibile trovare anche una successione di opere (non so dirvi se siano temporanee o meno) che stanno a testimoniare che le cose di cui non ci prendiamo cura rischiano di sopperire definitivamente.

Un’opera che mi ha particolarmente colpita, invece, racconta un po’ le origini di Celleno . Si chiama “Anelli” e raffigura una donna. Una donna che pratica proprio lo sport degli anelli (disciplina prettamente maschile). L’artista ha deciso di creare questa raffigurazione per rappresentare la parità uomo/donna in ogni campo della sfera vitale come fu per il popolo etrusco. Respect! 🙂

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Donne che praticano gli anelli

Quando visitare Celleno

Pur essendo un borgo fantasma Celleno conta numerosi eventi ai quali partecipare durante l’anno:

  • Giugno: seconda domenica del primo mese d’estate. Viene celebrato il prodotto tipico locale: la ciliegia. Potrete veder sfilare carri allegorici, degustare i frutti e mangiare una porzione di una crostata lunga ben 20 metri;
  • Luglio: Castello e borgo si trasformano in palcoscenico per musica, teatro e concerti. La festa è chiamata la Notte dell’Arpia;
  • Settembre: la festa patronale che si svolge a metà mese con iniziative religiose, popolari ed eventi musicali (Festa del SS. Cricifisso) .
  • Settembre: Teverina Buskers ovvero il festival internazionale degli artisti di strada. Musica, giocolieri, personaggi coloriti, clown e così via tutti ad animare le viuzze della città.
  • Dicembre-Gennaio: presepe vivente e una mostra di presepi artigianali lungo tutto il borgo.

Insomma, di eventi non mancano, ma io vi consiglio davvero di visitare Celleno  durante una giornata di primavera, in modo da poter avere una visuale sulla vallata circostante con la giusta luce e con caldi colori.

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I colori della Vallata

Ma soprattutto, vi consiglio di passare in giorni privi di eventi per poter davvero percepire il rumoroso silenzio di cui vi parlavo precedentemente. Perché i luoghi abbandonati vanno sentiti ancor più intimamente di quelli abitati. Perché nonostante l’abbandono tutto sembra rimanere vivo, in ogni crepa e in ogni spacco. Un fragilità che in realtà è la loro forza.

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Il fascino dell’abbandonato

Ho veramente scoperto una passione per i luoghi abbandonati, che siano borghi, chiese, vecchie scuole, manicomi e chi più ne ha più ne metta. Quando si passa in questi posti quasi incantati gli occhi osservano in maniera diversa. Si immagina la vita, il passato di chi li ha abitati, e si percepisce un’energia che sembra attraversare davvero l’anima di questi spazi. I ruderi stanno lì, tutti malconci, ma come ad intonare un inno alla perseveranza e alla persistenza. Vi assicuro che in qualche modo è magico!

Alla prossima:*

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